14.1.07

 

Giovanni Di Lena. Non solo un grido 

[poesia -21]

Maturità

Bastano poche parole per capirsi
per abolire certe distanze insensate
e recidere la corda tesa ad oltranza.
Basta uno sguardo sincero
per smontare l’orgoglio fratricida.

Quando il sole tarda a sorgere
Il mio cuore non è felice.


Perdersi nel crepuscolo


Succede –Madre- che i tuoi figli
gridano la loro storia dai tetti delle case,
sfogano la loro rabbia sui precipizi autostradali,
posano le membra nel fantasma della voluttà.

Succede -Madre- che i tuoi figli
nella vastità dell’immenso
si sentano soli, piccoli, indifesi,
ed aspettino solo un sorriso
per liberarsi dalla paura.

Succede -Madre- che i tuoi figli si confondano,
non sappiano cosa fare,
dove andare
e si perdano nel crepuscolo
dolce e inebriante della sera…
e la mattina è tardi
per riabbracciarli.


Generazioni


Facciamo solo chiasso
nel susseguirsi delle stagioni.
Gonfiati di saggezza acerba
ci sarà difficile
aspettare giugno
per raccogliere i frutti.
A settembre
saranno vuoti gli stipi.


Il mio disagio

Non sempre
trovo parole al mio disagio
quando cedo
all’abilità della tua intelligenza
alla competenza della tua missione
all’inutile clamore
della mia insolenza

Si sbaglia: semplicemente!

Nella strenua corsa
di unire maglie slabbrate
alloggia la voglia
di allentare i fili
e perdersi nella sciatta convivenza
dove anche al grido d’Amore
sordo devi restare.


Tute sporche

Non perdiamoci.
Affrontiamo
con senso di giustizia
lotte e depressioni.

Non cediamo al ricatto.
Combattiamo le logiche sovrane
per difendere ogni giorno
la nostra vita.

Non abbagliamoci più
ai primi raggi del sole


i versi tratti da "Non solo un grido" di Giovanni di Lena
Ed. La Vallisa, Bari 2006

GIOVANNI DI LENA (è nato a Pisticci in provincia di Matera nel 1958, dove attualmente vive e lavora). Nella sua recente raccolta, Non solo un grido, ritornano i temi forti -civili e sociali- della sua poetica. Se da un lato la rabbia si è in qualche modo placata e i versi si sono come allungati e distesi, dall’altra la rimeditazione è piena ancora di slancio, di forza, di pensiero, delle esperienze di vita e della storia. E c’è la volontà purissima di denuncia, di ammonizione, di ragionamento, sia che i testi siano brevissimi, sia che abbiano un sviluppo più ampio. Serpeggia una bella omogeneità in questo nuovo lavoro di Di Lena, dove sempre, sia nei versi che lui stesso definisce “pubblici” sia in quelli “privati”, il discorso poetico ha una dimensione lucida, netta, esemplare.
by Maria Pina Ciancio

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1 Comments:

Anonymous Lyndel said...

Good post.

11/11/08 22:27  

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