8.10.06

 

Gina Labriola. Storie del pappagallo 

[poesia -15]

Un sogno rubato

Mi trovavo sempre, come un’intrusa,
nel sogno degli altri,
e mai nel mio.

Avviluppata nel sudario del giorno,
aspettavo che lo specchio della sera
riflettesse l’altra mia faccia,
quella nascosta e segreta,
ma la notte era tersa, trasparente,
senza foglie d’argento
per riflettere i sogni.

Seppi, poi,
che c’era in giro un ladro di sogni.
Si appostava sulla riva del dormiveglia
nascosto dietro un cuscino
o in una piega delle coperte.

Appena vedeva un bel sogno, una chimera,
affiorare alla superficie della memoria,
« Zac! » lo uncinava con un arpione
e in una gabbietta se lo portava via.

Poi, un giorno, trovai,
appeso ad un candelabro di stagno,
tra un quadro senza cornice,
e una cornice senza quadro,
un sogno tarlato, tutto floscio,
non so bene se
al mercato delle pulci dei sogni,
o a quello dei sogni delle pulci.

Un sogno polveroso,
irriconoscibile, ormai,
fuori moda, fuori tempo:
era il mio.
Lo comprai a metà prezzo.
Me lo misi sulla camicia ;
La notte ebbi gli incubi.

Sognai di essere una pulce.

(da Favole o quasi, pag. 35)

***

Ricordi di piedi

Affinchè non rammentasse, il tuo piede,
quelle dita
che rammendavano calzini
ricamandati sulla punta dell'alluce
o sulla rotondità dei talloni
tante parole d'amore,
che chiudevi nelle scarpe al mattino,
buttavi via tutti i calzini
della tua vita di prima.

Ti foderavo le scarpe
di endecasillabi,
ripiegavo un sonetto
nel fazoletto da naso.

Com'ero felice,
quando arrivò lo starnuto!

Ma tu mi hai detto:
'Che cavolo è? Questa cosa
vischiosa!'

'Un pò di colonia...'

'Un'altra volta, perbacco,
comprala almeno
di marca migliore!'

(da Bason d'un corps, p.52)

Versi tratti da "Le storie del pappagallo" di Gina Labriola
Collana Oro, Edizioni ArteEuropa, Roma 2006

GINA LABRIOLA è nata a Chiaromonte in provincia di Potenza e vive a Parigi. Le due poesie selezionate, fanno parte della nuova edizione del libro Storie del Pappagallo, silloge uscita nel 2003 e recentemente rivisitata e ampliata dalla casa Editrice ArtEuropa di Roma. La novità più rilevante del testo è da rintracciare nella nuova pregevole edizione tipografica, nella ricomposizione dell'impianto strutturale e nei nuovi inserimenti poetici, editi e soprattutto inediti, tratti dalle raccolte poetiche Istanti d'amore ibernato, Alveare di specchi, In uno specchio la fenice (tutte pubblicate per le Edizioni Laterza). In quest'ultimo lavoro, restano immutati i temi del passato, la Labriola ironizza sulla vita quotidiana, sul ruolo della poesia e dei poeti, sull’amore, sulla gelosia, sui tradimenti, sul sociale, ma questa seconda edizione si caratterizza in modo più determinanante per una vena provocatoria e dissacratoria nei confronti del maschio. A volte lo fa scopertamente, in modo pungente e sarcastico, a volte (come nei suoi versi più recenti) utilizzando la maschera della parodia, delle filastrocche, dell'antinomia. Un espediente che le consente di sdrammatizzare “il privato” e di ironizzare e autoironizzare su se stessa, giocando con una scrittura che si riempie di connotati favolistici, surreali e fortemente suggestivi.

by Maria Pina Ciancio
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