5.1.08

 

Romanzi e racconti della memoria e della cultura popolare 

[narrativa -12]

foto Francesca Zito, 2004

«Un classico è un libro che non ha mai finito
di dire quel che ha da dire»
(I. Calvino, Perché leggere i classici
)

Alcuni libri sono da leggere e da rileggere. Alcuni titoli non dovrebbero mancare tra gli scaffali delle nostre biblioteche. Alcuni classici racchiudono da sempre il fascino del tempo, dei luoghi e della storia.
Testimonianze uniche. Documenti preziosi.
Memorie di un'Italia che cambia, tra '800 e '900.
Ecco alcuni titoli. Solo alcuni però, altre segnalazioni o semplici riflessioni ci piacerebbe accoglierle tra i commenti.
I Malavoglia di Giovanni Verga (uno spaccato delle campagne siciliane attraverso le parole del maestro del Verismo); Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (la cronaca del confino in Basilicata tra il '35-36 dello scrittore e pittore torinese); Vino e pane di Ignazio Silone (una continuazione ideale di Fontamara, il racconto di Pietro Spina, un rivoluzionario braccato dal fascismo e il ritorno a Marsica, che fa da sfondo con la sua agricoltura povera e i suoi contadini alle vicissitudini del protagonista); Canne al vento di Grazia Deledda (una intensa storia d'amore ambientata nella terra d'origine della scrittrice, la Sardegna); Fontamara di Ignazio Silone (le cui vicende si snodano durante i primi anni della dittatura fascista a Fontamara, tra una realtà sociale fatta di cafoni -braccianti, manovali- e piccoli proprietari terrieri); Di viole e liquirizia di Nico Orengo (ambientato nelle Langhe, dove "il vino è come il petrolio" ed ognuno punta a far meglio dell'altro); Vino al vino di Mario Soldati (un indimenticabile viaggio nelle campagne italiane degli anni '60).

Senza commenti. Solo l'incipit del Cristo.

"Sono arrivato a Galiano un pomeriggio di agosto, portato in una piccola automobile sgangherata. Avevo la mani impedite, ed ero accompagnato da due robusti rappresentanti dello stato, dalle bande rosse ai pantaloni e dalle facce inespressive. Ci venivo malvolentieri, preparato a veder tutto brutto, perchè avevo dovuto lasciare, per ordine improvviso, Grassano, dove abitavo prima, e dove avevo imparato a conoscere la Lucania. Era stato faticoso dapprincipio. Grassano, come tutti i paesi di qui, è bianco in cima da un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto".
(da Il Cristo si è fermato a Eboli, Carlo Levi, prima edizione 1945)

by Maria Pina Ciancio

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5 Comments:

Blogger giulia said...

Condivido la scelta che hai fatto... altri libri che vorrei aggiungere è "se questo è un uomo" di Primo Levi e di Calvino "le città invisibili" e "gli Antenati"...Ciao Giulia

12/1/08 16:25  
Anonymous Mapi said...

Grazie a te Giulia per le segnalazioni e la presenza sempre costante. Un abbraccio Mapi

14/1/08 21:48  
Anonymous Nic said...

Leggo con molto interese queste segnalazioni.

19/1/08 14:58  
Anonymous Mapi said...

graie Nic del tuo passaggio, graditissimo. Mapi

20/1/08 12:52  
Anonymous facebook emoticon said...

:)

3/11/11 13:45  

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